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FIAMMETTA SUSANNA IN SERIE A DI BEACH SOCCER!

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Diadmin

Apr 5, 2013

Da oggi Roma2 ha anche una rappresentante nella Serie A del Beach soccer, disciplina quasi nuova ma ricca di talenti e aspetti dalle quali prendere spunto. Siamo fieri di avere Fiammetta Susanna come portabandiera e precursore per la nostra Sezione. Ecco a voi una rapida intervista rilasciata da Fiammetta al nostro Giorgio Ermanno Minafra, dopo l’ufficializzazione della nomina nell’organico del Beach Soccer!

1) Complimenti Fiammetta! Ci eravamo ritrovati poco tempo fa per il corso di qualificazione al Beach Soccer svoltosi a Riccione ed eri tesa e emozionata al tempo stesso. Oggi, alla notizia del tuo inserimento nel ruolo, come ti senti ora che sei ufficialmente un arbitro di Beach Soccer di Serie A?
Elettrizzata a dir poco! Non vedo l’ora di cominciare. Non nego di essere ancora un po’’ tesa, alla fine è pur sempre una nuova esperienza e non sai cosa ti aspetterà con esattezza, ma nello stesso tempo vorrei togliermi la curiosità e provare l’’emozione del campo, ma..quanto ci metterà a passare questo mese?


2) Il Beach Soccer è un mondo nuovo nel panorama italiano. Ci spieghi un po’ quali gare andrai ad arbitrare?

E’ un regolare campionato di serie A composto da 16 squadre (le iscrizioni al campionato sono ancora aperte e fino al 15 aprile e pertanto le squadre non sono ancora ufficiali), più la Coppa Italia, che si svolgeranno tra il 30 maggio e la metà di agosto in 8 location splendide della nostra bella Italia. Nel Lazio ci saranno ben due tappe: Terracina, tappa storica e Montalto di Castro, di nuova acquisizione. Le gare sono agonistiche, di alto ritmo ed intensità, ma condite dallo show e dall’allegria degne della cornice in cui sono svolte.

3) Ci presenti anche un po’ la Commissione e un po’ la struttura organizzativa che c’è dietro questa disciplina?
La commissione CANBS è formata dal responsabile Michele Conti e dai componenti Alessandra Agosto e Gennaro Leone, che sono stati i precursori di questa disciplina in Italia e che sono coloro grazie ai quali siamo riusciti ad avere giusta rilevanza e organizzazione all’interno dell’’AIA. L’’organico è composto da 37 arbitri e 6 osservatori. Un piccolo gruppo ma affiatato, allenato oltre che al campo, al lavoro di squadra che è una caratteristica essenziale del Beach Soccer.

4) Quale è stata la tua preparazione fisica e tecnica per arrivare a questo grandioso traguardo?
Arrivando dal Calcio a 11 la preparazione fisica è stata soprattutto incentrata sull’abituarsi alla sabbia e sull’acquisire una postura di corsa diversa, concentrando gli allenamenti sulla velocità su breve distanze sia sul campo che sull’arena. Ovviamente importantissima la preparazione tecnica, lo studio del regole è stata componente fondamentale della preparazione al corso di selezione, il regolamento infatti ha le basi comuni del calcio, condite da tutte una serie di linee guida indispensabili per lo sviluppo del gioco sulla diversa superficie e per la resa spettacolare e vibrante che questa disciplina richiede.

5) Lo sai sì, che insieme alla Frau di Carbonia e Vania Cordenons di Pordenone siete le donne che rappresentate questa disciplina? Questo ti spaventa o ti fortifica?
Ma sono stata la sola donna per anni ai raduni di promozione ed eccellenza…oramai non mi spaventa più nulla. Tornando seri credo che sia una grande responsabilità, per aprire insieme alle colleghe delle altre discipline del calcio, un piccolo spazio alle donne, spesso scoraggiate, dalla difficoltà di un mondo non abituato alla loro presenza. Contemporaneamente però mi sono sempre sentita arbitro e quindi mai fatta limitare dal mio essere donna, e per questo sono pronta come tutti i miei colleghi a dimostrare in campo ciò che valgo senza timori ma solo con la voglia di fare bene.

6) Ora viene il bello, scendere su un nuovo terreno di gioco. Questa esperienza o nuova avventura che dir si voglia, avrà delle analogie con i terreni di gioco e le platee che fino a qualche giorno fa ti vedevano protagonista in ambito regionale?
Il Beach soccer è un grande spettacolo, le platee sono spesso gremite di tifosi, appassionati, ma anche solo curiosi, che si trovano in vacanza sulle spiagge della tappa, il pubblico sarà sicuramente molto più numeroso che su alcuni campi regionali, sarà una carica di adrenalina nuova e che darà degli stimoli sicuramente diversi, spero di non avere tifosi così “calorosi” e coloriti come quelli della nostra regione, ma più composti e dallo spirito sportivo.


7) Sei un’assidua frequentatrice del polo sezionale di allenamento,
 ricco di giovanissimi ragazzi: quali sono i consigli che ti senti di dare a loro? Ah, sai già che la tradizione vuole che dovrai offrire da bere al polo quando saprai del tuo debutto?
Ovviamente è già previsto il festeggiamento al polo ed in sezione…e per questo potete “mangiare tranquilli”.Quest’’anno per me è stata dura, inizialmente ho dovuto affrontare delle sfide che pensavo di non riuscire a superare, però grazie alla mia sezione e alla vicinanza dei ragazzi del polo sono riuscita ad arrivare fino a qui, quindi quello che mi sento di dire ai giovani per quanto banale è di non smettere mai di credere in quello che amano e di condividerlo giornalmente con chi lo ama quanto loro. È un sostegno importante, una fonte di stimolo e un elemento di confronto sempre presente che porta solo a migliorare. Io non ho mai inseguito spasmodicamente un traguardo ma ho sempre e solo lavorato per dare il meglio e se si è in gruppo è più facile e meno faticoso raggiungere ogni desiderio fino alla tappa finale.

8) Tornando indietro, come sei diventata arbitro e soprattutto se hai mai pensato di abbandonare, in qualche momento di difficoltà, l’arbitraggio?
Ho cominciato tardi ad arbitrare, avevo 18 anni perché ho aspettato la maggior età e di liberarmi dal liceo. Amavo troppo il calcio per esserne solo spettatore ed ero troppo scarsa per giocare, mi sono detta cosa posso fare? Beh rimane solo arbitrare. La passione mi è salita superando la paura delle prime due partite, ed è diventata con gli anni sempre più forte. Ho preso dal campo solo le gioie che mi sapeva dare, non mi aspettavo nulla, sono donna e anche un po’’ bassina, sapevo già di non poter fare una grande carriera. Però con gli anni mi ritrovavo sempre più su di categoria, fino alla Promozione, ma tutto quello che ho continuato a cercare era il divertimento nello scendere in campo. Quest’’anno poi il difficile cambio di sezione e il ritorno alla prima categoria per la mia età hanno dato uno scossone al mio equilibrio e così ho cercato un nuovo stimolo che sapesse farmi ritrovare la giusta strada, ed eccomi alla CAN BS, non mi potevo arrendere dopo tutto quello che avevo fatto! Ora non vedo l’’ora di scendere in campo o meglio sulla sabbia per provare queste nuove emozioni e poter continuare a dare qualcosa a questo meraviglioso sport.

9) Fiammetta fuori da questo nostro mondo arbitrale. Quali sono le tue passioni?
Nella vita ho sempre fatto scelte impopolari, ma seguendo le mie passioni! Come premessa non è proprio felice, ma sono sempre contenta di ciò che ho fatto. Mi sono laureata e specializzata in archeologia punica e sto al primo anno del dottorato in Archeologia del Mediterraneo all’università svizzera di Neuchatel, giro per il Nord Africa e nonostante i disagi mi diverto da morire. Inoltre ballo da molti anni ormai e ancora nonostante non sia più giovanissima riesco a “dare una pista” ai ragazzi più piccoli e credo che anche li difficilmente mollerò.

10) Ci sono state persone che ti avranno sostenuto. C’è qualcuno in particolare che vorresti ringraziare?
Non so neanche io quante persone dovrei ringraziare. Mi sono accorta in questo periodo che facevano tutti il tifo per me. Sicuramente vorrei ringraziare la commissione CAN BS, i rappresentanti del settore tecnico e Erio Iori del Comitato Nazionale, che mi hanno esaminata al corso di selezione e che mi hanno sostenuto con attestazioni di stima inaspettate; il mio presidente Massimo Ubertini per tutto il supporto e la pazienza che ha avuto, inoltre la commissione regionale in toto ed il suo capitano Nazzareno Ceccarelli, Fabio
Polito, internazionale di Beach Soccer, associato di Aprilia che mi ha dato utili consigli per il corso di selezione e ovviamente tutti i miei amici ed i ragazzi della BS, segreteria compresa, che hanno gioito sinceramente con me per il passaggio alla CAN BS.

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