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PARTITA NEL CARCERE DI REBIBBIA

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Diadmin

Apr 18, 2013

Non capita tutti i giorni di ricevere una chiamata come quella che ho ricevuto io qualche giorno fa.
Il numero è sconosciuto, rispondo: è il CRA Lazio che mi chiede se voglio andare ad arbitrare una gara di un Torneo amatoriale tra detenuti dentro il carcere di Rebibbia. Come tante altre volte accetto subito la designazione.

E’ una giornata di sole, l’atmosfera è delle migliori e, una volta tra le mura del carcere, incontro il responsabile organizzatore del torneo che mi dice che aveva appena terminato una riunione con i calciatori delle squadre e li aveva esortati a dimostrarsi corretti in campo. Invita anche me pertanto a comportarmi allo stesso modo considerandoli calciatori come tutti gli altri.

Man mano che mi avvicinavo all’orario della gara mi sono reso conto che sul campo per destinazione affluivano molti detenuti: in breve ho arbitrato con i tifosi subito dietro le linee perimetrali del terreno di gioco. Una discreta cornice di pubblico che ha reso ancora più particolare questo incontro. Vedere compagni di reparto o di cella che sostenevano i loro amici come se fossero dei beniamini …sì, mi rendeva felice.
La partita è stata all’insegna del fair play e nel rispetto delle regole, forse più di tanti campi al di fuori di quelle mura nei quali ho arbitrato. Alla fine della gara dopo aver salutato entrambe le squadre con cordialità, sono tornato negli spogliatoi, contento di aver aiutato, anche se in minima parte, tutti coloro che avevano partecipato a passare un’ora e mezza all’insegna dello sport e del divertimento.

Mentre uscivo, voltandomi a guardare la struttura che lasciavo, ho avvertito un po’ di malinconia: la consapevolezza che quei ragazzi che avevo salutato e con cui avevamo scherzato fino a poco tempo prima erano rimasti là. Quelle finestre delle celle che nascondevano una realtà diversa da quella che sono abituato a vivere io tutti i giorni.

Umanamente è stata un’esperienza toccante e che mi ha segnato: uno di quei giorni che mi porterò sempre nel cuore.

Lorenzo Morano

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