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A lezione con Domenico Celi

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Diadmin

Apr 23, 2012

Grande festa giovedì 19 aprile nei nostri locali sezionali con la graditissima visita dell’arbitro CAN A Domenico Celi di Bari. Domenico ha fatto il suo ingresso alla Can nella Stagione 2006-2007 e sempre nella stessa Stagione ha fatto il suo esordio in Serie A nella gara tra Torino ed Empoli, conclusa 1-0 per i granata.
Da quel momento tutto è andato per il meglio. Se, infatti, nella prima Stagione Can ha diretto già quattro gare di Serie A, nella seconda è stato designato ben 14 volte nella massima Serie, indice di una coerenza espressiva già di notevole stabilità, tenuto presente che sino a due Stagioni fa gli Arbitri e gli Assistenti della Can potevano essere designati in A e in B. Alla fine, esclusa l’ultima gara prevista nella giornata di domenica scorsa – non disputata per la scomparsa di Piermario Morosini – ha già diretto 72 gare di Serie A e calcato palcoscenici importanti.
La riunione si è incentrata sulla figura dell’arbitro, dentro e fuori il terreno di gioco. Arbitro vuol dire essere tempestivo e lucido ogni secondo, da un momento all’altro bisogna avere la freddezza di prendere decisioni: dal calcio di rigore alla simulazione, al normale contrasto di gioco.  Significa essere atleti, l’allenamento e la frequenza nei rispettivi poli è indice di maturità e serietà in ciò che si fa: “non possiamo farci trovare spiazzati in certe occasioni perché ci ritroviamo col fiato corto, scordiamocelo”. Significa porsi degli obiettivi: confrontarsi con arbitri di prestigio di categorie superiori, nel caso il buon Paolo Valeri o gli assistenti con Alessandro Giallatini e Giulio Dobosz, non può far altro che impreziosire il nostro bagaglio culturale che, annesso all’esperienza di gara dopo gara, giova non solo al nostro modo di operare.  Partecipare alle riunioni tecniche per avere una uniformità tecnica e disciplinare in tutte le categorie. E’ importante il rispetto e la serietà: “con la sfrontatezze e l’arroganza restate al palo, sappiate essere furbi come una volpe e mansueti come gli agnellini quando serve” e il buon Domenico ci ha ricordato di quanto sia importante l’ingresso all’impianto, è lì infatti che veniamo fotografati ed è lì che possiamo già mettere una pietra fondamentale nella nostra vittoria domenicale.  L’arbitro deve essere rispettoso quindi, anche bravo nel sapersi muovere e capire con intelligenza tattica l’evoluzione di un’azione: la conoscenza del regolamento è fondamentale per dire a tutti “oggi ci sono io, sono pronto anche mentalmente e non ci sono problemi”.
Alla fine della serata, dopo numerosi interventi di alcuni ragazzi dell’OTP che hanno animato la serata anche a livello dialettico, il buon Mimmo ha evidenziato come tutti noi, nel momento in cui iniziamo la carriera arbitrale, siamo mossi dal desiderio di fare una nuova esperienza, chi per un motivo e chi per un altro, di vedere il calcio da un’altra prospettiva. Ma ciò che caratterizza un “buon arbitro” da tutti gli altri è la sua convinzione, la sua tenacia e la voglia di emergere:  bisogna dare sempre tutto, anche di più se possibile, solo allora ci potremmo togliere quei sassolini dalle scarpe e dire “sì, ce l’ho fatta”.
La standing ovation, durante il classico scambio di regali, è stata doverosa, a cui è stato aggiunto l’in bocca al lupo per le ormai ultime gare di campionato.

Nella nostra pagina di Facebook troverete l’album della serata.

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