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FINALE COPPA ITALIA ECCELLENZA: LE EMOZIONI

Diadmin

Feb 1, 2015

La settimana appena conclusa è stata ricca di eventi speciali per la sezione, tra riunioni tecniche di spessore ed obiettivi prestigiosi raggiunti dagli associati.

Per questo abbiamo chiesto ad uno dei protagonisti della finale di Coppa Italia di Eccellenza, colui che ha rappresentato Roma 2 davanti a tutto il movimento calcistico laziale radunato per l’occasione, di descriverci le sue sensazioni ed emozioni nel vivere un evento così atteso, a cui tutti aspirano ma che solo in pochi raggiungono.

Queste le parole di Francesco Pio Aucello, l’AA2 di Albalonga – Vis Artena:

      “Eccomi qui a ripercorrere con voi gli attimi, le emozioni e le paure di questa esperienza unica: la finale di Coppa Italia di Eccellenza del Lazio tra Albalonga e Vis Artena.
Era domenica sera a cena quando il mio cellulare ha iniziato a squillare, dall’altro capo del telefono c’era il mio Organo Tecnico con una splendida notizia: la finale!!! Ricordo ancora le prime parole che dissi : “Non posso crederci!”. Si è vero, la mia stagione stava andando a gonfie vele ma di carattere non sono uno che si illude, per cui se da un lato speravo con tutto il cuore che la partita arrivasse, dall’altro cercavo di non pensarci. Eppure la chiamata era arrivata, ero al settimo cielo, una grande soddisfazione che ripagava non solo i sacrifici di quest’anno, ma di ben tre anni passati al Cra Lazio.Aucello
Il giorno dopo con la designazione ufficiale è arrivata anche l’ansia, perché più ci tieni ad una cosa, più si avvicina e più hai paura di deludere tutti. In men che non si dica è arrivata anche la chiamata dell’arbitro, il collega Paride Tremolada di Monza con cui si è instaurato subito un bellissimo rapporto.
È stato bello sentire anche la mia stessa emozione nella voce di Luca Pantano, l’altro assistente. Nei nostri discorsi si percepiva un misto di sentimenti: felicità, incredulità, e voglia di riuscire a fare del nostro meglio alla finale. La terna perfetta la definirei! E non solo in campo, infatti il primo briefing non l’abbiamo fatto in un campo di calcio, ma di fronte ad una portata di carne e tra chiacchiere da amici.
Al letto la sera prima della partita non riuscivo a prendere sonno, l’adrenalina per il giorno seguente si era già impossessata di me. Mercoledì mattina, suonata la sveglia, ero pronto per questa nuova avventura direzione Frascati.
Nel riscaldamento guardavo gli spalti che pian piano si riempivano di colori e di urla di incitamento. Poi arriva il fischio di inizio e via: ansia, paura e tensione erano svanite. I miei piedi si muovevano, i miei occhi seguivano il pallone, tutto era lì, io ero lì, e questo mi bastava.
Non posso non ringraziare in primis i miei due OT per la pazienza, la disponibilità e l’aver creduto sempre in me, è bello sapervi sempre vicini a tutti noi. Un grazie a tutta la commissione per la fiducia dimostatami e alla mia sezione per avermi accolto a braccia aperte e avermi fatto crescere. Grazie a tutti quelli che con un messaggio e una chiamata mi sono stati vicini. I 3 punti li dedico a tutti voi! “
 

A cura di Giulia Tempestilli

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