Riportiamo la bella intervista al nostro neo Internazionale Daniele Di Resta, rilasciata nel prossimo numero della rivista “L’Arbitro” :

di resta

Daniele come hai appreso la nomina ad internazionale?

Non sarei sincero se dicessi che ci speravo o che non me lo aspettassi. Ma martedì 4 gennaio, notai di avere una chiamata senza risposta, circa un’ora prima mi aveva chiamato il Commissario della CAN5 Massimo Cumbo. Il fantasticare dei giorni precedenti, diventava realtà: mi annunciava che aveva proposto il mio nome per ricoprire il ruolo di arbitro internazionale e tale proposta era stata accettata!

Da Valeri a Giallatini, l’anno scorso la Vettorel, ora te. Il Lazio continua i suoi successi.

Dopo aver letto la lista ufficiale sul sito dell’AIA, è stato un susseguirsi di forti emozioni e orgoglio. Ero uno dei quattro internazionali della regione Lazio! Veronica avevo avuto modo di conoscerla di recente e Paolo e Alessandro sono di Roma 2 come me. E’ un sogno proseguire il solco tracciato da coloro che hanno scritto la storia degli arbitri del futsal regionale a livello internazionale, quali Massimo Cumbo, Francesco Massini, Francesca Muccardo e ancor prima che fosse ufficializzata la figura dell’arbitro di calcio a 5 internazionale, Roberto Fichera.

Dal corso arbitri nel 2006 a oggi…

Avevo giocato sempre a calcio, dall’età di 6 anni fin quando a 17 anni la mia eccessiva vigoria nei confronti di un avversario fece sì che subii un importante trauma che mi fece finire la mia carriera. All’età di 26 anni si risvegliò la passione per questo sport, che mi portò alla scelta di frequentare il corso per diventare arbitro, la mia età non prometteva grandi soddisfazioni nel calcio a 11 e fui dirottato sul calcio a 5. Da subito mi appassionai, grazie a tutte quelle persone che sono riuscite a trasmettermi l’amore per questa disciplina. Nel gennaio 2007 l’esordio assoluto nel campionato di allievi e dopo un anno di sezione, il gennaio successivo fui promosso al CRA e nella stessa stagione feci la mia prima finale nella categoria Juniores. Nel luglio 2010, fui inserito nell’organico nazionale. Questi anni in giro per l’Italia sono stati meravigliosi! Tante bellissime esperienze, ma soprattutto ho trovato tantissimi amici. Dalla semifinale di Coppa Italia di Under 21 al primo anno, la finale di Supercoppa di Under 21 il secondo anno e nella stessa stagione, la meravigliosa esperienza di fare il cronometrista nella gara 5 della finale scudetto di serie A1, a seguire l’esordio in A2, poi la finale di Coppa Italia di A1 come terzo arbitro, il cronometrista in gara 2 della finale scudetto di A1, l’esordio come arbitro in serie A1 nella Winter Cup al mio quarto anno. Del mio quinto ricordo la semifinale di Coppa Italia e la gara 1 della finale scudetto. Ora il sogno che sto vivendo, ancora presto per raccontarlo!

Andare sul terreno di gioco d’ora in poi, da internazionale, sarà una grossa responsabilità.

Come sempre lo è stato fin dalla mia prima gara. Prerogativa fondamentale per raggiungere grandi traguardi è l’umiltà, mi ritengo una persona umile e continuerò ad essere quello che sono.

A chi dedichi questo prestigioso tra guardo?

Mi sento di dedicarla in particolar modo a due persone speciali nella mia vita. A mio padre, che ancora oggi non ha mai confessato, ma credo che avesse sempre sperato che diventassi un grande calciatore. L’altra persona, mio figlio, Damiano: è piccolo, ma spero che tra qualche anno sia orgoglioso del suo papà!

A cura di Giorgio Minafra per la rivista L’Arbitro

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