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RADUNO CAN PRO

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Diadmin

Ago 6, 2013

Impegnati al raduno gli arbitri Valerio COLAROSSI e Daniele MARTINELLI e gli assistenti Claudio PELLEGRINI e Riccardo FABBRO.

È iniziato il 2 agosto il raduno della CAN PRO guidata da Stefano Farina con i vice responsabili Piero Ceccarini, Nicola Ayroldi, Gabriele Gava e Sandro Rossomando. Prima del via ufficiale c’è stato un prologo con l’incontro tra il responsabile Farina e la Commissione e i “primi anni” arbitri ed assistenti. Poi tutti in aula dove i neo immessi si sono presentati al resto della squadra e quindi il via ufficiale al raduno degli arbitri e assistenti che dirigono le gare di Prima e Seconda Divisione. Stefano Farina, al quarto anno consecutivo alla guida della CAN PRO, ha voluto analizzare nel dettaglio anche i risultati fin qui ottenuti con un progetto avviato con lo scopo di dare maggior professionalità e creare i direttori di gara di vertice del futuro. Ma le sfide procedono e c’è subito la necessità di rendere competitivi in poco tempo arbitri ed assistenti. In questo periodo alla guida degli arbitri di Prima e Seconda Divisione numerosi e sempre in crescita gli esordi nella massima categoria di Lega Pro. Negli anni su 30 promossi alla categoria superiore ben 26 hanno già fatto l’esordio in Serie A. “L’arbitraggio – ha detto Farina – è passione e sofferenza. Bisogna diventare parte di un gruppo e ragionare come veri professionisti. Sono le sfide e le avversità che sviluppano il vostro carattere. Portatelo anche nella vita”.
Come per gli arbitri della CAN A anche per la CAN PRO il Modulo Preparazione atletica del Settore Tecnico, con il Prof. Rosario Carlucci e il Prof. Carlo Castagna, ha predisposto una sperimentazione che prevede il monitoraggio dei direttori di gara con un cardio frequenzimetro ed un dispositivo GPS.  Un lavoro che servirà a raccogliere dati preziosi per programmare e sviluppare i carichi di lavoro del futuro. In serata c’è stata la visita del Presidente dell’AIA Marcello Nicchi e del vice Narciso Pisacreta. “Sono orgoglioso del lavoro che sta portando avanti questa commissione – ha detto Nicchi – l’arbitraggio è uno sport dove si impara anche stando solo insieme. Non bisogna abbattersi ne eccessivamente esaltarsi ma tenere sempre un atteggiamento lineare, ispirandosi ai principi cardini di tutta l’Associazione. Tra di voi ci sono i futuri arbitri top del futuro. Ma ribadisco che l’aspetto più importante è quello comportamentale. Voglio infondere in voi un senso di tranquillità. Non siamo preoccupati. Perché gli arbitri hanno dimostrato di essere irreprensibili. Il campionato che vi accingete ad iniziare è molto importante. Ci sono delle novità regolamentari, ma i direttori di gara sono sereni perché devono solo mettere in pratica le nuove regole. E noi siamo pronti, fin da subito”.
Dopo cena ancora impegni in aula per parlare con il Vice Responsabile del Settore Tecnico, Vincenzo Fiorenza, della circolare numero 1 e delle nuova interpretazione del fuorigioco. In aula magna ha partecipato alla lezione, portando la sua esperienza, anche il Vice presidente dell’AIA Narciso Pisacreta. I lavori si sono conclusi in tarda sera con una lezione dedicata agli assistenti arbitrali.

Proseguono i lavori del raduno degli arbitri della Can Pro, in ritiro a Sportilia, sull’appennino tosco-emiliano ad 850 metri sul livello del mare. Nella mattinata odierna tutti in aula magna per assistere alla messa officiata da Don Giovanni D’Ercole, vescovo ausiliare de L’Aquila insieme a Don Vito. Alla cerimonia ha preso parte anche il sindaco di Spinello.  Come consuetudine seduta di allenamento per gli arbitri mentre per gli assistenti era il giorno del cambio tra primo e secondo gruppo. Nel primo pomeriggio, con l’ausilio di slide, dinanzi alla platea di arbitri il commissario Stefano Farina assieme ai vice Ayroldi, Ceccarini, Gava e Rossomando, ha posto l’accento sugli episodi di violenza e falli gravi, raccomandando uniformità e coerenza nelle decisioni, nonché di assumere il provvedimento disciplinare appropriato in base alla gravità e alla dinamica dell’azione.  Ha proseguito trattando l’intesa tra arbitro e assistente, in particolare nella segnalazione di eventuali calci di rigore. Farina si è altresì soffermato sugli episodi di simulazione, in particolare sulla tempestività del direttore di gara nel sanzionarli, onde evitare proteste. Ha concluso con una dettagliata disamina dei casi di condotta gravemente sleale, puntualizzando le azioni di gioco in cui la stessa effettivamente si concretizza, quindi quando c’è da esibire al calciatore colpevole il cartellino rosso. Ha dunque escluso la punibilità con l’espulsione quando un difendente commette fallo a un attaccante che sta puntando la porta, ma con il pallone che si trova in aria, quindi senza il requisito del possesso, e che non è indirizzato nel punto dove il calciatore possa intercettarlo. Una situazione in cui si sanziona solo un calcio di punizione (o rigore) poiché non si era appunto concretizzata una netta opportunità di segnare una rete. Dopo gli allenamenti pomeridiani, basati principalmente su un lavoro mirato alla velocità, il drappello di arbitri e assistenti è tornato in aula, dove ad attenderli c’era il dottor Cotroneo del Modulo Bio-Medico del Settore Tecnico, che ha relazionato sulla personalità del direttore di gara, quindi sui lati caratteriali di una figura che in campo ha pieni poteri, chiamato a gestirli nella maniera più ottimale al fine di ottenere il consenso dai partecipanti al gioco.

Si sta per concludere il raduno precampionato degli arbitri della Can Pro, in corso a Sportilia, giunto alla penultima giornata. Nella serata di ieri, dopo cena, il commissario Stefano Farina ha trattato la regola del fuorigioco dinanzi la platea di arbitri ed assistenti del gruppo del centro nord. La riunione è stata abbastanza lunga. Le innovazioni apportate dall’Ifab, da assimilare nel più breve tempo possibile, hanno richiesto un’accurata disamina delle varie situazioni riprodotte nei filmati che la commissione ha appositamente selezionato ai fini della casistica. Nella mattinata odierna i vice responsabili del settore tecnico, Vincenzo Fiorenza e Francesco Milardi, hanno somministrato agli assistenti del centro nord i test sul regolamento, che in linea di massima sono stati soddisfacenti. Gli stessi giudici di linea, nel pomeriggio, sono stati sottoposti anche alle prove atletiche. Hanno eseguito, in particolare, il test Ariet, che misura la resistenza specifica dell’assistente dell’arbitro. Hanno lavorato dal punto di vista atletico anche gli arbitri, a cui è stata valutata la frequenza cardiaca massima, con l’utilizzo di strumenti tecnologici come il Gps K Sport a 20 hz e un cardiofrequenzimetro Polar T2, a telemetria lunga. Il test è consistito nell’esecuzione di una serie di scatti di 20 metri, su un percorso seghettato, da compiere fino allo sforzo massimale. E come gli altri giorni non sono mancate le riunioni tecniche. Nella tarda mattinata Farina ha trattato il vantaggio, specificando le situazioni di gioco ideali per concederlo. Altrettanto importante è stata la riunione tecnica del pomeriggio, che ha trattato l’intesa tra arbitri e assistenti, che in campo deve essere ottimale. Ecco degli stralci degli interventi del commissario Farina: “L’assistente non deve indurre l’arbitro a fischiare per episodi sotto il suo controllo”. E ancora: “Nel caso di condotta violenta vicino l’assistente quest’ultimo deve sempre alzare la bandierina, anche se l’arbitro è vicinissimo”. In ultimo: “L’arbitro deve fare ciò che segnala l’assistente una volta che l’ha interpellato. Nelle segnalazioni bisogna essere determinati e decisi per impartire certezze, principalmente all’arbitro”. Altro punto trattato, la gestione delle persone sedute in panchina, che devono essere redarguite al momento giusto, da vicino e in tutte quelle condizioni che possano rendere il richiamo efficace.

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