GIORNO 1 – E’ iniziato oggi il raduno precampionato per gli arbitri di Serie D, giunti a Sportilia nell’arco della mattinata, dove la commissione capitanata da Carlo Pacifici si trova da sabato. Finora aveva lavorato con gli osservatori e gli assistenti. L’ultimo gruppo di quest’ultimi ha ultimato l’intensa due giorni di lavori ed è andato via all’ora di pranzo, dopo l’esecuzione dei test atletici.
Nel primo pomeriggio, prima di dilungarsi sull’aspetto tecnico, Pacifici ha dato il benvenuto ai 187 arbitri, ponendo l’accento sul livello delle gare che si appresteranno a dirigere, quindi sulle responsabilità che li attendono: “Con la ristrutturazione dei campionati della Lega Pro la Serie D è diventata il quarto campionato italiano”.
Raccontiamo dall’inizio questa altra intensa giornata del primo raduno stagionale della Can D, iniziata con i test atletici del secondo gruppo degli assistenti arbitrali, che comprende una parte dei “secondi anni” e i “terzi” e “quarti anni”, intesi come periodo di permanenza nella categoria. Dopo aver sostenuto le prove dei 30 metri e dell’Agility test tutti sono tornati nella sala congressi del centro sportivo, per ricevere le ultime disposizioni precampionato. Prima della chiusura del responsabile Carlo Pacifici il vicecommissario Alberto Ramaglia ha relazionato per alcuni minuti sui criteri di valutazione della terna da parte degli osservatori.
Questo il messaggio del commissario Can D, sempre al drappello degli assistenti arbitrali, prima del “rompete le righe”: “Siete la squadra giusta e vincente per vivere la straordinaria esperienza di operare in questo campionato. Sono pienamente convinto che il gruppo degli assistenti aumenterà ulteriormente di qualità. Vi invito a restare concentrati durante tutte le prestazioni, anche quelle più tranquille. Per noi della commissione ogni gara è importante”.
Alle 15, come da programma, a sedersi nella sala congressi sono stati gli arbitri, accolti dalla commissione al completo. Questo il messaggio iniziale, in sintesi, che Pacifici ha rivolto loro: “A questo livello si comincia a fare una scelta di vita importante, ovvero se l’arbitraggio potrà rappresentare il vostro futuro, senza ovviamente trascurare gli affetti. L’arbitraggio arricchisce, ma non sostituisce i veri valori della vita. Prima di andare sul campo bisogna essere uomini”.
Pacifici ha concluso l’intervento accennando l’intesa con i collaboratori: “Cominciate ad avere un rapporto positivo con gli assistenti, che sono coloro i quali possono farvi fare il salto di qualità”.
I lavori sono poi entrati nel clou, con la spiegazione della Circolare n. 1 da parte dei vice responsabili del Settore Tecnico, Guido Falca (area nord) e Vincenzo Fiorenza (area centro), e di Maurizio Pozzoli, dell’Area formazione. E come nelle precedenti occasioni l’attenzione è stata focalizzata sulle innovazioni della Regola 11, il fuorigioco, per il quale l’IFAB tende a ridurre lo spazio di interpretazione arbitrale per rendere il più possibile oggettive le varie situazioni che dovessero presentarsi in campo. “Contendere il pallone all’avversario” e “trarre vantaggio da una posizione di fuorigioco” sono stati argomenti cardine della spiegazione.
Gli arbitri hanno di seguito sostenuto una seduta di allenamento defaticante.
In serata c’è stata la costituzione dei work shop (gruppi di lavoro), che riguarderanno argomenti tecnici e comportamentali relativi al ruolo dell’arbitro.

GIORNO 2 –  Nella mattinata odierna gli arbitri di Serie D, convocati a Sportilia per il raduno precampionato, hanno sostenuto i test atletici, che parallelamente alle altre categorie nazionali sono consistiti nell’esecuzione dei 40 metri e dello Yo – Yo Intermittent Recovery Test. I risultati sono stati eccellenti, per il vivo compiacimento del responsabile della Can D, Carlo Pacifici; questo il suo commento a riguardo: “Sono molto contento dell’esito delle prove atletiche, che nessuno dovrà ripetere. L’idoneità di tutto il gruppo è un fatto unico che ci inorgoglisce”.
Dopo la pausa pranzo lo stage è entrato nel vivo. Il commissario, con il supporto di slide, ha illustrato ai presenti le criticità emerse nella scorsa stagione, su cui ha focalizzato la prima parte della lezione tecnica pomeridiana. Ha quindi detto agli arbitri, tra le raccomandazioni più di rilievo, di prestare maggiore attenzione al movimento tattico del direttore di gara in campo, di mantenere alta la concentrazione per tutti i 90 minuti, di migliorare ulteriormente il rapporto con gli assistenti e di avere maggiore determinazione nella repressione del gioco duro.
Pacifici, coadiuvato dai suoi vicecommissari, ha proseguito la riunione rammentando al gruppo di non sottovalutare nessuna designazione: “Dovete trovare motivazione in tutte le gare, da quelle di cartello a quelle che sulla carta possono risultare più facili. Avere la capacità di non sottovalutare nessuna designazione vi porta a quel grado di maturità che vi rende affidabili e vi consente il salto di qualità”.
A ruota l’argomento trattato sono stati i provvedimenti disciplinari, da assumere “con coraggio, determinazione e tempestività”, atteggiamenti che fanno fugare eventuali dubbi e danno credibilità alla decisione dell’arbitro, in campo e agli occhi del pubblico.
Pacifici ha continuato a porre l’accento sulla concentrazione. Significativo questo suo passaggio: “Potreste ritrovarvi a dirigere una gara tranquilla, tra squadre che pensano tranquillamente solo a giocare e senza episodi di rilievo, ma nella stessa partita vi può capitare la necessità di “uscire” all’improvviso, ovvero fronteggiare una situazione difficile, che dovete fare nel migliore dei modi. Praticamente in campo vi dovete far trovare pronti quando “c’è bisogno” del direttore di gara”.
La riunione è proseguita prettamente sotto l’aspetto tecnico. La commissione ha raccomandato ai convocati di percepire con accortezza la tipologia dei falli di gioco, per non dare risposte uguali ad ogni tipo di intervento, ma di assumere il provvedimento tecnico ed eventualmente disciplinare più adeguato alla situazione di gioco.
Trattata a ruota la punibilità dell’uso dei gomiti dei calciatori in elevazione, la condotta gravemente sleale, i falli di mano in barriera, nonché il fallo tattico, su cui Pacifici ha fatto delle puntualizzazioni: “Dobbiamo essere in grado di prevenirli e di applicare la sanzione disciplinare al momento giusto. L’arbitro competente è conoscitore non solo di regolamento, ma anche di tattiche di gioco”.
La riunione tecnica si è conclusa ricordando i comportamenti da assumere nel caso di un’eccessiva esultanza per una rete segnata (calciatore che si toglie la maglia, ecc.), nelle proteste, nel controllo delle panchine e nei casi di condotta violenta. Molto utili sono stati gli spezzoni di gare di Serie A e B, ma anche della categoria degli arbitri convocati, appositamente selezionati dalla Can D, per fini esemplificativi, che hanno dato spunto ad un costruttivo confronto tra i ragazzi in sala e i relatori della commissione.
Intorno alle 18 i direttori di gara hanno sostenuto una seduta di allenamento defaticante, dopo gli impegnativi test atletici di questa mattina. Dopo cena sono proseguiti i lavori del work shop.

GIORNO 3 –  Il raduno di inizio campionato della Can D è agli sgoccioli. In quel di Sportilia è terminata oggi la penultima giornata, iniziata per gli arbitri con una seduta di allenamento di media intensità. E’ seguita una riunione tecnica di quasi due ore, fino all’ora di pranzo, aperta dal responsabile della commissione, Carlo Pacifici.
La parola è poi passata al vicecommissario Simone Ponzalli, che ha dato disposizioni di carattere organizzativo sulle trasferte e sulla comunicazione tramite il programma dell’Aia, Sinfonia4you, in caso di indisponibilità, congedi, ecc.
Si è dunque ripreso a parlare del tecnico e del disciplinare, con l’intervento del vicecommissario Christian Brighi, il quale, tra le varie argomentazioni trattate, ha posto l’accento sulla preparazione alla gara, sotto tutti i punti di vista.
Brighi ha iniziato a disquisire sull’aspetto atletico. Ipotizzando un turno di designazione quindicinale ha consigliato di distribuire i carichi più elevati di lavoro nella prima settimana. Ha proseguito raccomandando agli arbitri convocati allo stage di Sportilia di presentarsi in campo con un’adeguata conoscenza delle squadre, quindi adottando uno spostamento tattico anche in base agli schemi delle due formazioni contendenti.
Il vicecommissario ha concluso l’intervento, sempre per quanto concerne la preparazione della gara, consigliando di affrontare la prestazione con concentrazione, staccando la spina da eventuali problemi di qualunque natura; di curare l’alimentazione; di fare tesoro dei rilievi riportati dall’osservatore nel suo referto e soprattutto di fare squadra con gli altri componenti della terna, motivando a dovere gli assistenti. Significativo questo suo passaggio, mirato a dare una carica ai ragazzi presenti in sala: “Gli arbitri bravi sono quelli che se cadono sono in grado di rialzarsi subito”.
Dopo la pausa pranzo i lavori sono ripresi nel primo pomeriggio, quando al raduno è giunto a far visita Antonio Sauro, rappresentante dell’Aia presso il giudice sportivo della Lega nazionale dilettanti, per chiarimenti inerenti il referto di gara.
A seguire sono ripresi i lavori, che hanno continuato a trattare la parte tecnica, sulla scia della giornata precedente. Ad interloquire con gli arbitri sono stati il commissario Carlo Pacifici e i vice Cristiano Copelli e Paolo Calcagno. Il primo ha iniziato con il posizionamento del direttore di gara in campo in occasione dei calci di punizione dal limite, per proseguire sull’intesa in campo tra arbitro e assistenti, approfondita dai due ex collaboratori di linea internazionali. Ipotizzate quindi le varie situazioni di gioco in cui è necessaria l’intesa tra i componenti della terna, nel pieno rispetto dei ruoli, per una valutazione corretta. Unanime la raccomandazione di Pacifici, Copelli e Calcagno: “L’assistente valuta quando l’arbitro non riesce a vedere, a parte i casi dove ha precise competenze”.
Ha concluso l’intenso pomeriggio di lavoro in aula il commissario, che ha lasciato ai ragazzi il seguente messaggio: “Per raggiungere l’obiettivo, ovvero per portare al termine nel migliore dei modi una gara, bisogna fare le cose con semplicità e serenità, senza inventarsi nulla”. Sono seguite delle lezioni tecniche sul campo, a cura di Christian Brighi, Cristiano Copelli, Francesco Squillace e Paolo Calcagno. Ha concluso l’intensa giornata per gli arbitri un allenamento defaticante.
Dopo cena spazio ad attività ludico – ricreative, con la festa dei “terzi anni”, applauditissimi dai colleghi e dalla commissione.
Domani, per la giornata conclusiva del raduno, porterà i suoi saluti a Sportilia il presidente dell’Aia Marcello Nicchi e il presidente della Lnd Carlo Tavecchio.

GIORNO 4 –  Con il saluto del presidente dell’AIA, Marcello Nicchi, e del presidente della Lnd, Carlo Tavecchio, ha chiuso questa mattina i battenti, a Sportilia, il raduno di inizio stagione degli arbitri di Serie D.
Nell’arco della mattinata, i lavori sono terminati all’ora di pranzo, il responsabile della Can D, Carlo Pacifici, ha intrattenuto i convocati per qualche ora, al fine di fornire gli ultimi ragguagli tecnico – comportamentali. Il commissario, in particolare, ha dibattuto sui parametri con cui gli osservatori valuteranno gli arbitri nell’annata sportiva, illustrando i pochi cambiamenti apportati rispetto al passato. Ha quindi raccomandato ai ragazzi in sala di sostenere il colloquio di fine gara nel migliore dei modi, considerandolo un momento di crescita molto importante.
Questo è stato il commento di Pacifici sullo stage formativo conclusosi oggi e iniziato sabato scorso, quando a Sportilia erano giunti gli osservatori: “Sono soddisfatto del lavoro che è stato svolto e sono pienamente convinto che questo gruppo sarà protagonista di una stagione importante. Nel corso del raduno abbiamo toccato tutti i punti relativi alla figura dell’arbitro, dell’assistente arbitrale e dell’osservatore, analizzando tutti gli aspetti del singolo ruolo e permettendo ad ognuno di svolgere il proprio compito al meglio. Da domani scendiamo in campo consapevoli dell’impegno particolarmente gravoso e consapevole della nostra forza”.
Il commissario ha inteso ringraziare quanti, nel corsi di questa settimana molto intensa, hanno dato il proprio supporto al raduno, raggruppati in staff con precise competenze: la squadra dei fisioterapisti; i medici del settore tecnico Luigi Gianturco e Rosario Sciuto e i seguenti componenti del modulo preparazione atletica del settore tecnico: Vincenzo Gualtieri, Venerando Tonon e Giuliano Compagnucci.

A metà mattinata sono giunti a Sportilia, come accennato, Marcello Nicchi e Carlo Tavecchio, nonché il coordinatore del Dipartimento interregionale, Luigi Barbieri, per il saluto di inizio stagione.
Il presidente dell’Aia ha raccomandato agli arbitri di arbitrare con naturalezza e semplicità, mantenendo sempre un comportamento impeccabile. Ha proseguito ponendo l’accento sui campionati dilettantistici, le cui gare sono un numero molto più alto di quelle dei tornei professionistici e che consentono ad una miriade di sportivi di divertirsi e dove vengono impegnati la stragrande maggioranza degli arbitri italiani: “Il calcio è bello perché ci sono 50 mila società e 35 mila arbitri”, ha detto Nicchi, che rivolgendosi ai presenti ha così concluso: “Non tutti arriverete in alto ma di certo state vivendo un’esperienza bellissima, partita dal corso d’arbitro e che non potete sapere quando finirà”.

0