Le emozioni, le sensazioni, gli alti ed i bassi che hanno caratterizzato l’ascesa del nostro Daniele Martinelli nella serie cadetta racchiuse in una bella intervista, autorizzata dalla Commissione Can B e dalla Segreteria AIA, realizzata dalla redazione del sito del Cra Lazio (http://www.cralazio.it/dettaglioNews.asp?idn=2643).

 

Martinelli

  • La Lega Pro, dopo la riforma, è diventato un campionato difficilissimo. Quale è il ricordo più bello di queste annate?

Indubbiamente la riforma di Lega Pro ha creato un campionato anomalo e nuovo per tutti gli addetti ai lavori. Ogni gara è stata difficile per un motivo diverso. Gare da ricordare? Il mio esordio quattro stagioni fa a Frattamaggiore ed il recente derby Play-Out Messina-Reggina, partita unica nel suo genere.

  • La Serie B è un’emozione, raggiungete altri due arbitri (La Penna e Pasqua, ndr) ed altri due assistenti (Del Giovane e Raparelli, ndr). Cosa ti aspetti da questo primo anno?

Sono contento di raggiungere i miei colleghi laziali, che comunque per me rimangono un punto di riferimento. Voglio misurarmi con curiosità ed umiltà in un livello superiore, l’obiettivo è adattarsi al meglio in fretta.

  • Tanti saranno stati i consigli negli anni da parte di amici, colleghi ed osservatori. Ce n’è uno in particolare?

Devo dire che di consigli ne ho ricevuti a centinaia! Il saper apprendere da ogni osservatore o collega più grande ti aiuta a comprendere dove si può migliorare. Bisogna però essere umili e rialzarsi dalle batoste ancora più convinti; il resto è farina del proprio sacco, credo che ogni arbitro sappia in cuor suo il vero punto di forza che lo contraddistingue e se riesce a valorizzarlo allora può ambire a traguardi prima insperati. Un Organo Tecnico mi disse un giorno che il mio destino sarebbe dipeso solo da me stesso e quindi il miglior consiglio è stato “…testa sgombra ed arbitra sereno come sai”.

  • Passione e sacrifici, iniziati in questa regione. Una regione che fra Can A e Can B annovererà otto arbitri ed assistenti equamente divisi. Un bel numero…

E’ vero siamo un bel numero, l’ho pensato subito. Credo che sia frutto della programmazione passata del nostro Comitato Regionale. Andando a memoria, 6 arbitri su 8 appartenevano allo stesso Cra, che immagino oggi sia contento e fiero.

  • Al momento dell’ufficialità il tuo primo pensiero quale è stato? C’è una dedica speciale?

La mia prima chiamata è stata per mio padre, uomo appassionato di sport che ogni domenica, per 5 anni, mi ha accompagnato sui campi della provincia e della regione, finchè non sono uscito in terna. Il mio primo pensiero è stato per mia madre, donna che di arbitraggio ne capisce quasi zero alla quale ho permesso solo una volta di assistermi dal vivo per evitarle stress ed insulti, ma che mi ha dato sempre l’amore e la forza per creder in me stesso. Ritengo che in certi momenti ci credesse più lei di me.

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