• Gio. Giu 24th, 2021

Intervista alla Neo-Internazionale: Giulia Tempestilli

La sezione di Roma 2, dal 2019, sembra aver intrapreso un nuovo corso suggellato di successi, riscuotendo i frutti di un duro lavoro capillare durato per anni.

Da ultimo, nel 2021 la nomina a internazionale dell’associata Giulia Tempestilli, che ha così fregiato Roma 2 di un importante traguardo, quello di essere la sezione con più associati internazionali d’Italia.

Giulia è arbitro da 2006, dopo 6 anni ha lasciato gli organici del CRA Lazio nel 2016 per approdare in Can D, battendo un altro record per la sezione, essendo la prima donna di Roma 2 ad arbitrare nel calcio in una categoria nazionale, arrivando poi a meno di 30 anni, nel 2019, ad essere un assistente arbitrale in organico della CAN C. Come lei stessa ci racconta tramite una piccola intervista, che leggerete nelle prossime righe, ha raggiunto grandi obiettivi tramite un lavoro meticoloso, costante e caparbio, e a queste doti si può attribuire il suo successo.

– Giulia, dove nasce il suo amore per il calcio:

Tutto è nato da mio papà. Domenica dopo domenica, stando con lui sul divano, ho cominciato ad appassionarmi a quel rettangolo verde. Ed è sempre opera sua il suggerimento di diventare arbitro, dopo che un infortunio mi aveva precluso la possibilità di continuare lo sport che praticavo in adolescenza, ossia la pallavolo. Non so se già allora, con il sesto senso tipico dei genitori, ci abbia visto lungo, ma ad oggi devo dire che è uno dei migliori consigli che mi abbia mai dato. Mia mamma all’inizio non fu entusiasta al 100% ma, vedendo l’orgoglio per quello che ho raggiunto fino ad ora, credo si sia convinta anche lei.

– Che emozioni hai provato quando hai saputo che saresti diventata internazionale?

L’emozione di leggere il proprio nome nella lista degli internazionali è indescrivibile. Anche con le due promozioni agli organici nazionali c’è stata commozione, ma mai come vedere tutto quello che hai sempre desiderato diventare realtà. In quei momenti pensi a tutti gli allenamenti, le partite, le scelte fatte per arrivare fino a quel momento. Ai momenti di sconforto e a come ne sono uscita, con carattere, determinazione e credendo sempre che c’era, e c’è, ancora tantissimo da poter dare a questa passione.

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