Prosegue con successo il progetto mentor-talent sviluppato a livello di OTS e sviluppato presso la nostra sezione con due mentor e quattro talent.

Presso la sezione di Roma 1, con il Vaticano a poca distanza, i giovani talent della nostra sezione,  Simone BARTOCCI, Matteo MORANO, Valerio CALDAROLA e Alessandro PAPAGNO, hanno partecipato al raduno degli arbitri di seconda categoria, la porta di accesso al CRA.

Vivere l’intenso pomeriggio di raduno è stato come aprire per un attimo la porta su quello che potrebbe essere il loro futuro. Ricco di appuntamenti il programma in cui i talent, con i loro mentor alle spalle, sono stati coinvolti.

L’apertura è stata del Presidente del CRA Luca PALANCA che ha nuovamente evidenziato come l’arbitro prima che sul terreno di gioco viene valutato dalla commissione per il comportamento che mantiene ogni giorno. “Un arbitro deve essere sempre meno tifoso e sempre più sportivo” ha detto il Presidente del CRA, in quello che voleva essere non solo un richiamo ma un augurio a poter raggiungere i vertici della carriera arbitrale, dimenticando la propria squadra del cuore.

Dopo i temuti quizi che hanno lasciato qualche caduto e dimostrato ai giovani talent che col regolamento non si scherza,  a salire in cattedra sono stati Marco ALESSANDRONI e Simone BROTTO, responsabili della seconda categoria.

Spunti di discussione e di insegnamento tecnico sono stati alcuni filmati di gare di seconda categoria del Lazio. Poter vedere le proprie gare, poter valutare non il collega arbitro ma le situazioni di gioco da cui trarre insegnamento è stato senza dubbio proficuo per tutti.

Nella nostra Associazione un raduno deve essere anche momento conviviale e lo spuntino offerto dalla sezione di Roma 1 è stato l’attimo in cui, fra un boccone e l’altro, gli arbitri di seconda categoria e i talent, hanno potuto scambiare le proprie opinioni sugl
i episodi appena visti e crescere insieme verso le categorie nazionali.

Un aneddoto raccontato da Marco ALESSANDRONI su una gara del massimo campionato italiano ha chiuso il raduno e ricordato a tutti che, fatte le debite proporzioni, la serie A non si discosta negli episodi e nei modi di affrontarli dalle gare che ogni settimana vedono impegnati migliaia di arbitri.

Senza dubbio un’esperienza da ripetere, magari anche nei raduni di categorie superiori, perché è anche osservando il mondo dei colleghi più anziani che i giovani arbitri della sezione saranno più invogliati a premere sull’acceleratore e gli osservatori, sotto la guida esperta degli organi tecnici, a indirizzarli nel giusto percorso.

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